L’Italia del Bonus Mobilità col rischio di immobilità - di Gianmarco Pennetta

L’Italia del Bonus Mobilità col rischio di immobilità - di Gianmarco Pennetta

Con il Bonus Mobilità istituito dal Ministero dell’Ambiente è possibile ottenere uno sconto sull’acquisto di bici, monopattini elettrici e servizi di mobilità condivisa. Il Governo ha voluto incentivare i cittadini a dotarsi di un mezzo di mobilità sostenibile attraverso la restituzione del 60% della spesa sostenuta.Una misura che segue le direttive sullo sviluppo sostenibile stabilite dall’Agenda 2030 sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite.

     Non esiste una descrizione di sviluppo sostenibile che sia globalmente riconosciuta, tuttavia si tende a individuare come valida la definizione data dal Principio di Brundtland del 1987 secondo il quale si tratta di uno sviluppo “che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità alle generazioni future di soddisfare i propri”. 

   Nel corso degli anni il concetto si è evoluto acquistando differenti sfumature fino ad arrivare all’Agenda 2030 che ne declina il significato in 17 obiettivi da raggiungere entro quel termine. Tra questi c’è il target che riguarda la salute e il benessere ed è qui che voglio rivolgere una mia riflessione. Con il Bonus Mobilità si vuole salvaguardare l’ambiente per stimolare la pigrizia ai danni della salute? Ma siamo sicuri?

      La mia, è senza dubbio, una provocazione che parte da un punto di vista oggettivo dal momento che con i monopattini elettrici si fa meno fatica. In confronto ad altri mezzi di mobilità come le bici a trazione muscolare, lo sforzo fisico è praticamente nullo. È innegabile che si tratta di un vantaggio quando ci si reca al lavoro, ma questa ipotesi viene meno quando ad utilizzarli sono i giovanissimi.

     Tempo fa si discuteva di come la diffusione della moda dei fastfood proveniente dal Nord America abbia contribuito all’aumento dell’obesità soprattutto tra i bambini, ma la polemica si tramutò in un nulla di fatto perché nel nostro Paese la nota marca americana è ora presente in qualsiasi città. Questa non vuole essere di certo una crociata contro i monopattini elettrici, ma ci vorrebbe quasi la stessa attenzione che i genitori pongono verso il cibo prima di affidare questi mezzi ai loro figli.

      I casi di cronaca recente, con la trentunenne morta a Parigi dopo essere stata investita da due ragazze che viaggiavano in monopattino elettrico, evidenziano infatti che occorre regolamentarne l’utilizzo visto che questi mezzi viaggiano ad una velocità elevata per poter consentire di muoversi liberamente tra la gente. Esiste una Legge che li equipara legalmente alle biciclette, ne limita la velocità in aree pedonali fino a 6 km/h e ne consente l’utilizzo agli utenti maggiori di 14 anni i quali dovranno indossare un casco, ma non c’è nessun accenno sull’obbligo di avere delle Assicurazioni.

        Ma dopo un anno e mezzo di pandemia che ha costretto i ragazzi a rinunciare alle attività ludico-sportive per così lungo tempo, facendo scagliare i genitori contro il perpetrarsi della didattica a distanza, non sarebbe meglio ritornare a fare lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta ora che le giornate lo consentono?

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