I facchini licenziati dalla GLS di Piacenza si incatenano nel magazzino, rivogliono il posto di lavoro

I facchini licenziati dalla GLS di Piacenza si incatenano nel magazzino, rivogliono il posto di lavoro

            Tante sono le vertenze e tanti sono i tavoli di contrattazione ancora aperti presi i Ministeri competenti, per esempio quello del Ministero dello Sviluppo e del Lavoro.

            Da ormai diverso tempo, però, a lottare per il diritto al lavoro, tra gli altri, sono anche gli addetti nel mondo della logistica, quelli che riforniscono i magazzini dei grandi centri commerciali, così come quelli che consegnano direttamente presso i domicili privati.

            Intanto, nelle ore della scorsa serata, di venerdì 20 novembre, a farsi sentire sono stati i facchini licenziati illegittimamente alla GLS di Piacenza. I lavoratori, infatti, si sono incatenati nel magazzino dell’azienda, per chiedere il rispetto di una sentenza della Corte d’Appello di Bologna, secondo la quale non andavano licenziati e perciò andrebbero reintegrati.

            Venti giorni fa la Corte d’Appello di Bologna aveva ritenuto illegittimo il licenziamento di 16 lavoratori del magazzino GLS di Piacenza, ordinandone il reintegro. La sentenza non ha però trovato applicazione per il rifiuto dell’azienda appaltatrice di dare corso alla reintegra.” – spiegano dall’Unione dei Sindaci di Base (USB) del settore Logistica.

            E come si diceva, ieri sera “i facchini, tutti aderenti a USB, hanno deciso di riprendersi da soli quel posto: dopo un'assemblea davanti alle ribalte hanno autonomamente deciso di entrare in magazzino salendo sulle saracinesche delle baie (i portoni attraverso cui si movimentano le merci), incatenandosi poi alle rulliere per riottenere il lavoro.” – continua il comunicato USB circolato in queste ore.

            Una protesta però che non viene dal nulla, anzi, come sottolinea USB la manifestazione si è svolta a seguito di “ripetuti incontri, sia in sede locale che ministeriale”. “La Prefettura di Piacenza e la stessa GLS – prosegue la nota – avevano affermato con perentorietà che bisognava attenersi alla sentenza del tribunale.”

            E l’azienda responsabile, Natana Doc spa (fornitore di servizi nell'hub piacentino di GLS) non intende dare seguito a quanto disposto dalla giustizia “sostenendo che al momento del licenziamento nel magazzino operava la SEAM srl, società della galassia Natana Doc.” – viene specificato nel comunicato della USB Lavoro Privato - Settore Logistica. E continua: “Insomma, il classico cambio di nome, di intestatario, per non "pagare dazio"”.

            L’intenzione di USB, però, è quella proprio di non arrendersi e proseguire nella lotta per il diritto al lavoro, tenendo “una conferenza stampa a Piacenza per illustrare le iniziative a supporto dei lavoratori sabato 21 novembre alle 10.30 presso il parcheggio del magazzino GLS in località Montale - via Riva” – conclude la nota.

VIDEO: https://www.facebook.com/1680682688896574/videos/750590695533997

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