L’arte del contrarre debito è arte antica, è arte sopraffina, a volte rischiosa, a volte no, a volte voluta e a volte imposta. In linea molto generale, contrarre un debito è questione ordinaria se alla base vi è la necessità di ribilanciare le dinamiche delle entrate con le dinamiche delle uscite. Naturalmente, gli sbilanci di cassa sono una questione seria, perché l’illiquidità è la principale causa di un fallimento. Ed ancora, un debito si può contrarre per affrontare un investimento o un business, il cui rendimento è superiore al tasso d’interesse pagato per ottenere il danaro in prestito. In tali casi, di solito si connota questa situazione come leva fiscale per produrre reddito e dunque ricchezza. In tale ipotesi se l’investimento o il business non dà risultati superiori a quelli pagati per ottenere il danaro, si registrano grosse e pericolose perdite.
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