Sull'oramai nota discussione cittadina, circa il cosiddetto "Volontariato" di alcuni consiglieri dell'Amministrazione comunale di Lecce, interviene anche il Presidente del Movimento Politico "Idee e Rinnovamento", Giancarlo Capoccia, indicando quale potrebbe essere la strada maestra per dare una composizione e un'adeguata soluzione alla querelle politico-cittadina. Al riguardo, intercetta due assi di azione strategico-operativa: "PIANO SUI REALI CARICHI DI LAVORO DEGLI UFFICI COMUNALI E ASSUNZIONI LA RICETTA DI IDEE E RINNOVAMENTO." In particolare, Capoccia così articola il suo intervento-contributo in una nota-stampa di ieri:
"È oramai ampiamente nota la “questione” legata al Presidente del Consiglio Comunale, Carlo Mignione, e a due consiglieri, nello specifico Marco Giannotta e Perpaolo Patti, con riferimento al loro desiderio di fare del volontariato presso l’Ufficio Anagrafe del Comune di Lecce, al fine di sopperire alla mancanza di personale e all’esistenza di un arretrato di disbrigo pratiche di non poco conto.
Sicuramente, di primo acchito l’intenzione dei tre esponenti politici di Palazzo Carafa appare ed è apparsa suggestiva, anche accattivante per l’uomo comune. Come non stupirsi che alcuni massimi esponenti dell’Amministrazione si rimbocchino le maniche e si mettano a lavorare al fianco dei loro dipendenti e amministrati? È quanto sognavano gli uomini di sinistra della Prima Repubblica, ovvero ridurre e ricondurre al lavoro dei salariati i datori di lavoro.
Ma a parte le suggestioni e il rimando ad un mondo che non esiste più, questa iniziativa di Mignone, Giannotta e Patti potrebbe evidenziare una grave crisi all’interno della compagine di Governo, ma in ciò bisogna andare dentro e dietro le cose, e l’ipotesi appare molto improbabile all’attento osservatore. Sicuramente, invece, l’Anagrafe del Comune di Lecce è in serie difficoltà, e non solo perché ciò è messo in evidenza dalle belle iniziative del presidente del Consiglio Comunale e dei due Consiglieri di maggioranza, ma soprattutto per l’evidente malcontento di non pochi impiegati di questi uffici e più di ogni altra cosa, di moltissimi cittadini leccesi, per i gravi ritardi in on cui vengono evase le loro richieste di servizi.
Le persone più avvedute sanno perfettamente che il volontariato di questi politici di maggioranza è una vera e propria banalità. È come mettere un Amministratore di una grande azienda a digitare una lettera di routine. Una lettera che costerebbe una cifra veramente al di là ogni buon senso. Al riguardo, va sottolineato, peraltro, che il “giro d’affari” del comune di Lecce si aggira intorno a svariati centinaia di milioni di euro, e vi sono questioni di grande rilevanza da gestire e sulle quali informarsi e decidere, invece di compilare dei moduli o quant’altro, senza togliere alcun merito agli addetti all’Anagrafe, anzi...
Dal canto, il Sindaco Salvemini proprio oggi ha garbatamente ringraziato lo spunto dei tre amministratori di Palazzo Carafa, facendo presente che le loro istanze di volontariato, se meritorie, non sono risolutorie di alcunché, in quanto la sua iniziativa di gestione della faccenda si presenta più efficace ed efficiente, riuscendo a tamponare l’emergenza, con alcune risorse intercettate nei vari uffici del Comune e di altre Amministrazioni dello Stato, e da dislocare presso l’Anagrafe, attraverso il ricorso allo straordinario.
E chiara appare la necessità di ricorrere in tempi rapidi a porre in essere procedure per l’assunzione di personale. D’altro Canto, il Decreto del Ministro Lamorgese, del 18 novembre 2020, prevede che i Comuni fino a 100.000 abitanti, in predissesto o in procedura di riequilibrio finanziario, devono avere un numero di unità dipendenti pari a 1 ogni 134 abitanti. Sicché, il nostro Comune dovrebbe disporre di oltre 700 unità a fronte delle 370 c.a. attuali....
E proprio in questa direzione, in attesa che venga bandito un concorso, è più che mai urgente visto lo stato emergenziale l’attuazione di uno studio sul carico di lavoro per ogni singolo ufficio del Comune di Lecce in modo tale da avere un quadro certo delle risorse umane presenti ed eventualmente per dirottare gli esuberi dove oggi si è in difficoltà e da qui capire con assoluta attendibilità il numero di risorse di cui disporre e da reclutare tramite uno specifico Concorso. Uno studio, ovviamente, da effettuarsi da professionisti di accertate competenze nel campo, e non attraverso un approssimato “fai da te” dove si chiede al dirigente di turno “...fammi sapere quanto personale ti serve...”.