E si chiude oggi la campagna elettorale per il tris di consultazioni su taglio dei parlamentari, alcuni Presidenti di Regione e tanti Sindaci. Da domani sino a lunedì non sarà più possibile organizzare dibattiti pubblici e comizi, come non si potranno distribuire volantini e attacchinare manifesti.
Allo stesso tempo, i mezzi di informazione dovranno limitarsi a riportare i soli dati elettorali sull’affluenza. Sondaggi, exit poll e proclami torneranno solo da lunedì, dopo le ore 15, quando si chiuderanno i seggi e inizierà lo spoglio per referendum, regionali e amministrative.
Come testata giornalistica, allora, cogliamo l’occasione per trattare un ultimo programma elettorale e provare a delineare la visione di Puglia della lista rossa “Lavoro Ambiente Costituzione”. Innanzitutto, pare di capire, quella che sostiene la candidatura a Presidente di Nicola Cesaria sembra essere una lista che vuole proporre un’alternativa nell’orizzonte e nell’organizzazione della Puglia, come della stessa società pugliese.
Vediamo assieme, così, quali sono i punti salienti di questo lungo programma depositato in Regione. Una prima idea generale sull’analisi fatta da “Lavoro Ambiente Costituzione” è possibile rintracciarla già nell’incipit del documento reso pubblico: “In Regione si è impiantato e consolidato un disinvolto sistema di gestione del potere basato sul trasformismo e sulla cooptazione trasversale di notabili e collettori di consenso elettorale, ai quali è stata affidata la direzione di importanti enti e settori.” È proprio da tale assunto, poi, che nascerebbe l’impegno sulle tematiche del lavoro, dell’ambiente e della Costituzione, appunto.
Cominciamo ad analizzare questo programma proprio dalla tematica che connota storicamente le forze della sinistra. Il lavoro, inteso come diritto fondamentale per l’esercizio della cittadinanza, per “Lavoro Ambiente Costituzione”, si potrebbe incentivare grazie ad “azioni dirette e indirette per la creazione di lavoro finalizzato alla riconversione e alla qualificazione ecologica delle attività produttive” – si legge nel documento programmatico. Ma, per il lavoro, oggi più che in passato, nell’era della tecnologia e del precariato, secondo quanto sostenuto dalla lista rossa utile sarebbe anche l’”utilizzo dei fondi regionali, nazionali ed europei finalizzati al sostegno della formazione, della ricerca e dell’occupazione”. Insomma, secondo i social-comunisti sarebbe necessario un Piano Straordinario del Lavoro, la lotta alla disoccupazione, alla precarietà ed al caporalato.
Osserviamo ora il secondo dei temi che caratterizzano la lista con Cesaria Presidente. Rispetto all’ambiente, come eco-sistema di vita e patrimonio comune da salvaguardare, difatti, il programma proporrebbe di “rivoluzionare” l’approccio alla terra e agli elementi naturali, primo fra tutti l’acqua, motore indispensabile, da non sprecare e la cui gestione dovrebbe essere nelle mani dello Stato. Questo, nella nostra regione, significherebbe la totale ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese, che è proprio uno dei punti del programma in questione. E da qui, sono legati poi l’impegno per un’agricoltura sostenibile, la tutela del paesaggio e dell’ecosistema, attraverso un piano per la riconversione ecologica dei modelli di sviluppo – specificano da “Lavoro Ambiente Costituzione”. Ma per l’ambiente, nel tempo del consumismo, i problemi più impellenti sono la gestione dei rifiuti ed il loro smaltimento. La lista rossa, a tal proposito, propone di tendere verso l’ottica di rifiuti zero, per mezzo “della raccolta porta a porta, riuso e riciclo”, abbandonando l’idea dell’”incenerimento sia in inceneritori che in cementifici e centrali termoelettriche a carbone”.
E poi, in ultimo, veniamo a quella che “Lavoro Ambiente Costituzione” definisce “bussola per orientare e indirizzare l’azione”. Gran parte degli impegni avanzati dalla lista di Cesaria passerebbe proprio per l’attuazione della Costituzione, dai suoi principi fondamentali dell’antifascismo, del pacifismo e, prima fra tutti, della partecipazione civile, sociale e politica dei cittadini. Perché i pugliesi, si apprende dalle proposte dei social-comunisti, avrebbero bisogno di maggiore autodeterminazione e più democrazia, come della possibilità di scegliere i propri rappresentanti regionali attraverso una legge elettorale proporzionale e che riconosca tutte le sensibilità costituzionalmente legittime. Ed ancora, in Puglia, secondo l’analisi del programma qui trattato, dovrebbe essere riconosciuto il diritto alla casa a tutti, attraverso un censimento ed il recupero a scopo abitativo, appunto, di edifici sfitti, abbandonati e invenduti. In ultimo – fanno intendere i rossi – per lo sviluppo e la crescita della Puglia fondamentali sarebbero gli investimenti a favore del mondo della formazione e dell’istruzione, per una pubblica ricerca proficua ad ambiti come la salute, l’ambiente e il lavoro.
Un programma sicuramente composito e complesso, che per essere attuato necessiterebbe del coinvolgimento e della cooperazione di tutte le forze e le sinergie dei pugliesi. Come si è detto in precedenti articoli, per la lista “Lavoro Ambiente e Costituzione” la scalata è irta e ripida, superare gli ostacoli e raggiungere un risultato dignitoso sarebbe già un passo importante.