Si sa, lo sviluppo della Conoscenza, qualsiasi Conoscenza, ha come logica conseguenza lo sviluppo delle tensioni relazionali, gruppali, nazionali ed internazionali, che spesso sfociano in vere e proprie guerre, volte a ridefinire i rapporti di potere sulla base delle nuove Conoscenze, appunto.
Molti degli addetti ai lavori sanno, sebbene non possano impedirne gli effetti, che lo sviluppo veloce della conoscenza scientifica precede una grande guerra. Così è stato nei decenni che sono culminati nelle vicende 1848, così è stato nel periodo che va dalla prima alla Seconda Guerra mondiale. Le scoperte scientifiche e i risvolti tecnologici sia di fine Settecento e i primi dell’Ottocento, come i grandi progressi di fine Ottocento si sono posti alla base di grandi sconvolgimenti politici ed economici.
Negli ultimi quattro, cinque anni il sistema internazionale è entrato in forte tensione, che oggi sfoga nella guerra in Ucraina, a seguito di venti anni di enormi progressi sul piano scientifico e tecnologico, che hanno condotto all’uso dell’Intelligenza Artificiale, alla modificazione del clima, all’ingegneria genetica e via dicendo. L’avvento, peraltro della meccanica quantistica ha aperto scenari insperati e sconosciuti, a tal punto che oggi Tempo e Spazio hanno perso quasi completamente di significato e senso.
Un sistema di conoscenze, insomma, che ha rimesso in discussione tutti gli equilibri politici del globo, modificando di fatto le singole posizioni di forza dei vari componenti del puzzle. Uno scenario tensivo che al momento non lascia intravedere solide e durature composizioni, dove anche gli equilibri interni ai vari blocchi di potere pare che scricchiolino, e fanno da leva, accelerando la crisi mondiale.
All’interno di questo magmatico orizzonte internazionale, l’Italia comincia a perdere vistosamente quote di popolazione. Ci si aspetta che tra qualche decennio la popolazione italiana da 60 milioni del 2014 si ridurrà almeno di 50 milioni, dove la quota di immigrati salirà al 20-25%. Al di là di una trasformazione in società multietnica, tale situazione è assolutamente auspicabile perché lo sviluppo della tecnologia sta riducendo progressivamente la base di lavoro necessario per il mantenimento anche in termini di benessere, dell’intera popolazione.
In tale direzione, al di là di un uso sempre più intensivo dei robot in campo agricolo, industriale ed edile, cominciano a diffondersi manifestazioni di commercio e piccole aziende di servizi, completamente automatizzati. Si pensi alle lavanderie, numerose cominciano ad essere anche le pizzerie, ma anche le casse dei vari negozi e rivendite in cui minimo è l’impiego del cassiere. Anzi, in certi supermercati non esistono più le casse col personale.
Anche le banche vanno cambiando, con un’automazione sempre più spinta non solo nel backoffice, ma anche nel frontoffice. In parallelo, sempre più spinto sta diventando il ricorso alla carta di credito e il commercio on line è divenuto qualcosa di quotidiano, molto ordinario. In parallelo, l’uso del danaro contante progressivamente viene abbandonato.
Tutto questo ovviamente non si traduce in disoccupazione, perché si riduce il numero delle persone che cerca lavoro. Un dato per tutti: in Italia i giovanissimi non superano il 15% della popolazione, mentre gli ultrasessantacinquenni sfiorano il 30%. Una società morente o una società che si ridimensiona in base alle necessità del tempo? Per rispondere a ciò, va considerato il valore della riproduzione nelle varie epoche anche dalla storia recente, magari degli ultimi cento anni, in cui le problematiche demografiche sono state affrontate sulla base della contingenza del tempo, ovviamente in maniera di volta in volta diversa……….
In altri Paesi, per assecondare queste tendenze del nostro Tempo, molte grandi imprese hanno messo in ferie illimitate gran parte del loro personale. In Italia, l’orientamento pare essere diverso, ma dello stesso significato. Già dal 2016 si è avviata, forse in maniera troppo veloce, la politica dei Bonus statali, che l’attuale Governo ha notevolmente rallentato, perché questa ha creato delle tensioni sociali e di potere forse un po’ troppo sopra le righe. Ad ogni modo, la battuta d’arresto alla politica dei Bonus impressa dal Governo Meloni appare solo una parentesi e per il futuro si prevede riprenderà quota e vigore.
Sicuramente, l’ingresso nello scenario popolare dell’Intelligenza Artificiale, la cui massima espressione oggi la ritroviamo nella Chat GPT, modificherà profondamente anche il mondo della formazione e della carta stampata. Università ed editori dovranno sicuramente rimodulare molti dei processi formativi, da un lato, e produttivi e distributivi dall’altro. E da tutto ciò non mancheranno vistose ripercussioni anche nel mondo della ricerca.
Un mondo, come anche un Paese, quale l’Italia, in veloce trasformazione, dove il problema centrale non appare la trasformazione in sé, ma la sua velocità, dove la politica “di piazza” pare che abbia perso lo storico potere, ceduto e sostituito alle “piazze” social, il cui sistema di sorveglianza….