Quadri e S-quadri (2) – Filomena D’Ambrosio

Quadri e S-quadri (2) – Filomena D’Ambrosio

            Ed eccoci al secondo appuntamento della neonata rubrica di Venti di Ponente, incentrata sulla pittura e gli artisti: Quadri e S-quadri. Confortati in ciò dalla circostanza che la prima esperienza ha registrato un successo significativo e un buon riscontro dagli addetti ai lavori, soprattutto romani. Eh sì, perché il nostro giornale, sebbene giovane, si dispiega, come è noto ai più, soprattutto tra Lecce, Taranto, Roma e Milano.

            L’odierno appuntamento vede protagonisti Filomena D’Ambrosio ed una delle sue opere. D’emblée va subito marcato che i “pezzi” della D’Ambrosio sono realizzate con tecniche alquanto singolari. Si distinguono, sì per i soggetti, ma anche per le materie coloranti, veramente insolite, quali appunto il vino, il caffè, la curcuma, il cavolo rosso, e tutto assieme alla china e alle foglie in oro.

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            Filomena, di Tursi, in Provincia di Matera, potrebbe dirsi pittrice leccese, essendosi laureata con lode nel 2012, presso l’Accademia delle Belle Arti di Lecce. Di fatto, è donna che considera il capoluogo salentino solo il “campo base” da dove partono i suoi numerosi e lunghi viaggi e soggiorni di arricchimento e scambio culturale all’estero, ed in particolare in Europa, ma non poche sono state anche le tappe, tutte italiane e soprattutto a Firenze.

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            Della sua pittura, che potrebbe definirsi lineiforme, colpiscono i grandi spazi bianchi in cui insistono lunghe figure e tracce (dell’animo?) dai colori non assolutamente consueti, certamente non vivaci, ma di un brio molto composto, che incuriosiscono. Anzi, rendono la sua persona, da cui la pittura sgorga discreta, molto misteriosa, affascinante, di rara “compattezza”. Al di là di ciò, il colore nei quadri di Filomena, posto in campi dove è predominante il bianco, riporta ad una pittura-specchio, nella quale l’osservatore tende a considerarsi parte di Qualcosa e non del Tutto, come certa cultura impone. Insomma, è possibile trovare il file rouge della pittura di Filomena proprio nella ricerca e nella comunicazione del senso del limite e da qui, la necessaria ricerca dell’equilibrio.

            Qui, proponiamo una sua figura di donna, che, appena abbozzata, riesce a trovare il perfetto compimento, la sintesi, nella mente dell’osservatore.

Rosanna Gobetti

           

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