Dopo circa due mesi d’assenza ri-appare la nota rubrica Quadri & Squadri, che per motivi editoriali è stata per un breve periodo di tempo messa in stand by. E questo non perché avesse esaurito la sua portata e la sua solita verve, anzi! Tant’è che ritorna al suo pubblico con un’opera “di forza” di un’artista che conosce e soprattutto apprezza molto: Grazia Renis. Non è da nascondere, peraltro, che i lettori di Venti di Ponente si presentano nella quasi totalità molto esigenti e che per tal motivo Noi, con grande entusiasmo percorriamo i nostri sentieri comunicativi avendo di riferimento sempre le loro aspettative.
La nostra Grazia, donna di grandi preponderanze emotive, che fa trasparire tutte dalle sue opere, ha proposto per questa nuova “teofania” di Quadri & Squadri, un toro nel momento centrale della Corrida.
Un quadro d’impatto per chi l’osserva, e che richiama alla mente alcuni scenari dell’esistenza dell’essere umano, quello nel quale egli sprigiona tutta la sua essenza profonda, intinta di rosso, colore, questa volta, della conoscenza e della sapienza. Scenario che precede la vita ad uno stadio superiore, inaccessibile senza un adeguato corredo di conoscenze.
Grazia non ha voluto titolare quest’opera, preferendo forse non dare centralità a uno di tutti quegli elementi necessari per lo sviluppo. Sicché la sua opera si pone per null’affatto in una prospettiva pedagogica, di propaganda politica, ma in una dimensione assolutamente simbolica, che nella sua complessità indica alcune circostanze di tutti noi.
Tecnicamente molto semplice il Toro della Renis, e tuttavia di grandissimo impatto emotivo ed intellettuale. La Nostra schiva questa volta, dunque, i virtuosismi, le pennellate raffinate, precise, di rara perfezione, per arrivare immediatamente al dunque di "un’opera d’arte", di un’opera che, la sua, non può non rientrare tra il fare e cogitare l’Arte.
Troppo spesso si confondono i virtuosismi, gli atti artistici “esclusivi ed escludenti”, gli elementi rari e le rarità, con l’Arte. Spesso questi sono i contenuti di opere che per questo sono senza senso. Qui, invece, nella bella opera della Renis c’è tutto, tutto l’impianto emotivo ed intellettuale, che arriva travolgente all’osservatore, conducendolo in dimensioni fenomeniche e noumeniche di rilievo, centrale nell’esistenza di qualsiasi individuo.
Rosanna Gobetti