È subito allarme, ieri, per i 120 casi di contagio in Puglia. Di fatto, si tratta di un normale “rimbalzo tecnico”, volendo usare un linguaggio specialistico. In effetti, tutti i fenomeni biologici ed umani in particolare non si muovono secondo logiche lineari e proporzionali, ma per “squilibri successivi” Ed ecco che, la recrudescenza dei contagi di ieri rientra in una dinamica assolutamente normale, peraltro prevedibilissima.
Più nello specifico, il picco massimo di contagi in Puglia si è avuto il 30 marzo, registrando 163 casi. Poi, il numero di contagi nei giorni successivi è calato lentamente sino a registrarsi il 5 aprile solo 77 casi. Il giorno successivo, il 6 aprile si è avuto il primo rimbalzo, in cui si sono registrati 127 contagi. Ed ecco che, nei giorni successivi, abbiamo una nuova e lenta discesa di tutte le statistiche sino al 18 aprile in cui si sono registrati solo 82 casi. Il 19 aprile, il secondo rimbalzo, registrando 120 casi di contagio. Come è facile osservare i rimbalzi sono uno più contenuto dell’altro: così si è partiti da un picco di 163 casi, un primo rimbalzo di 127 casi e un secondo, quello di ieri, di 120 casi. Va da sé che non è azzardato prevedere che il terzo rimbalzo si registrerà fra qualche giorno è avrà una portata al di sotto dei 120 casi, quoziente che per i giorni a venire, quasi sicuramente non verrà superato, a meno che...
Certamente, un dato appare, tuttavia, particolarmente preoccupante, sebbene bisogni prendere queste sintesi statistiche con le molle, e non per il calcolo, quanto per l’attendibilità delle rilevazioni di base. Ad ogni modo, pare che i casi di decesso in Puglia siano circa il 65% dei casi di guarigione, ovvero ogni tre casi di decesso si registrano 4 di guarigione. Molto diversa appare la situazione a livello medio nazionale. Qui, la percentuale decessi/guarigioni è molto più bassa, ovvero è al 50% circa, che tradotto in termini più chiari significa che il numero dei guariti è il doppio dei casi di decesso.