L'Intelligenza Artificiale sostituirà l'Uomo? - di Ignazio del Gaudio

L'Intelligenza Artificiale sostituirà l'Uomo? - di Ignazio del Gaudio

            Diventa sempre più incalzante il dibattito pubblico, almeno a livello di Media, per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale (d’ora in poi IA). A infiammare in qualche modo le recenti speculazioni di filosofi, giornalisti, scienziati, politici e …religiosi, è stato il “ripristino” della chatGPT, già attiva da un paio d’anni, ma sospesa l’anno scorso e poi riattivata in questi ultimi mesi.

           Per chi non fosse informato la chatGPT è un “programma informatico” che tra le tante funzionalità, consente di stendere rapidamente testi di vario tipo, giungendo sino a comporre poesie, ma anche a risolvere problemi matematici, comporre foto, dipingere quadri. In poche parole, un qualsiasi giornale utilizzando la chatGPT potrebbe fare a meno del 50% dei suoi redattori e fotografi, mentre un editore potrebbe mettere in commercio una quantità veramente notevole di testi, in tempi rapidissimi, con un personale ridotto all’osso e senza l’ausilio degli autori.

            Va da sé che la questione inerente la chatGPT rientra in questioni di più ampio respiro e non riguardanti solo l’IA, che ne è uno degli aspetti, come di seguito si avrà modo di prendere atto.

            Negli ultimi tempi, sebbene i Media diano un’idea molto lontana da quella che potrebbe essere lo stato dei fatti, molte informazioni “strategiche” sono riuscite a trapelare, come ad esempio, che negli Emirati Arabi da qualche settimana è stato attivato per la televisione di Stato uno speaker robot dal volto umano. Già da tempo, negli aeroporti giapponesi sono attive nelle strutture fisse delle hostess robot che danno informazioni ai viaggiatori. Ma c’è di più. In un tribunale degli Stati Uniti è stata permessa la difesa in una causa civile ad un avvocato robot umanoide. Ed inoltre, già da tempo si sospetta che alcuni premi letterari e fotografici siano stati vinti da opere realizzate con l’IA. Il caso è scoppiato il mese scorso quando un fotografo tedesco, Boris Eldagsen, ha vinto il prestigioso Sony World Photography Awards, categoria Creatività, con una foto realizzata con l’ausilio dell'IA. Una foto, insomma, che non è stata mai “scattata”.

            Per comprendere un minimo come si compone un testo con l’IA, ad esempio con la chatGPT, basta sapere che occorre definire il titolo del testo e il tipo di stile da adottare nella scrittura -in genere se ne dispongono almeno sei- la lunghezza in battute e capoversi, e se si hanno le idee chiare, cosa si vuol dire in breve. Le conclusioni del testo potrebbero essere per giunta lasciate al robot. Lo stesso vale per la fotografia, per un brano musicale: basta evidenziare al robot cosa si vuol realizzare e lui procede, molto rapidamente. E ancora, lo stesso vale per molti problemi di matematica. Quest’anno i risultati dati dalla chatGPT nella risoluzione dei problemi posti agli Esami di Stato nelle scuole scientifiche sono stati sorprendenti…….

            Insomma, un ottimo scrittore per stendere un articolo di 4000 battute, ovvero di 4 minuti di lettura, ci impiega circa mezz’ora. Con la chatGPT, il tempo per realizzare lo stesso articolo è pari al tempo per la formulazione delle domande, più il tempo di 3-5 secondi per ottenerne la stesura, più eventualmente il tempo di due minuti per realizzare il lavoro di labor limae. Ovvio, che non bisogna fare ricerche, mentre senza chatGPT si deve perdere dell’altro tempo per trovare le “pezze d’appoggio” per il proprio articolo.

            Ci si chiederà, a questo punto, se quest’articolo, quello che state leggendo in questo momento, è stato realizzato con l’IA, con l’ausilio della chatGPT. Ma certo che no, perché sarebbe fatto meglio, più stringente e stilisticamente superiore………

            Va da sé che sull’intera questione v’è da dire molto di più, come la possibilità da parte dell’IA di apprendere il vostro stile di scrittura e riproporlo, come -e questo è da sapere- vi è la possibilità di utilizzare diversi livelli di quoziente intellettivo dell’IA, il quale è tanto più costoso a mano a mano che questo sale. E in questo l’IA non presenta caratteri democratici!!!!

            Vi sarebbero al riguardo moltissime altre informazioni e dettagli, ma al momento quanto sottolineato è sufficiente per comprendere quanto afferma la più grande banca d’affari a livello globale, quale la JP Morgan, ovvero che nel giro di 5-10 anni l’IA potrebbe sostituire oltre 350 milioni di posti di lavoro, tra Europa e America Settentrionale. Si afferma per giunta che l’IA e le Macchine potrebbero addirittura prendere il sopravvento sull’Uomo e dominarlo.

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            Ma al di là di queste notizie spot, occorre dare uno sguardo alla Storia, che è zeppa di casi di invenzioni capaci di sostituire il lavoro dell’Uomo. Invenzioni che tuttavia sono state utilizzate solo quando i tempi erano maturi. Un esempio per tutti: sul finire del 1400 a Bologna venne inventato un mulino per la filatura della seta che consentiva di “risparmiare” il lavoro di 400 tra cacciatrici e filatrici. Un’invenzione che trovò applicazione industriale però solo 400 anni dopo, tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800, perché prima avrebbe creato notevoli problemi sociali. Da qui si potrà capire che il livello di applicazione delle scoperte scientifiche ed informatiche dipenderà solo da questioni eminentemente politiche “di primo livello”

            In tale direzione, si è certi che il Potere provvederà ad un’accelerazione dei processi tecnologici solo quando sarà opportuno e conveniente per tutti. Molti pensano che ci possa essere un Pifferaio magico che potrà condurre verso valli misteriose l’umanità nel suo futuro, superando le attuali frontiere. Di certo, è vero che il futuro appartiene all’Uomo e alle sue determinazioni, come appartiene anche ai Pifferai, ma in questo la parte da leone la fanno le coincidenze e le sincronie che non appartengono ad un ambito logico-razionale, e proprio per questo e con tale certezza nessuno può dare certezze!

            Parafrasando il linguaggio poetico, tutto dipenderà dal Vento, sebbene positivisti e gnostici credono in una assoluta e indiscutibile centralità dell’Uomo e della Scienza, che per Noi rimangono nonostante tutto solo dei fuscelli……

Ignazio del Gaudio

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