È l’amicizia il focus dei versi che, per questa domenica, la carissima Antonella Ventura propone qui su Venti di Ponente.
Argomento importante nella nostra società, che ha svilito e depauperato proprio e anche il concetto di amicizia. Antonella qui ne sussurra, con versi delicatissimi, l’essenza, che poi è lo specchio del proprio essere, nel quale ovviamente rifrangersi ed infrangersi nel tempo. Versi importanti, i suoi, che più che avere la proiezione del desiderio e della propria persona, negli oggetti da consumare, tra i quali anche gli essere viventi simili a sé, hanno l’altro, il proprio e preferenziale interlocutore, quale punto d’arrivo e di ripartenza nella vita, consentendo così di riappropriarsi anche di un’esistenza, la propria, sovente persa poiché mancante di perni attorno a cui ruotare. Da qui l’amicizia come “modalità”.
Ed ecco che, in una società che va disumanizzandosi, perché dispiegata in eccessi ed accessi cronici e patologici di libertà, che conducono solo alla solitudine, Antonella si sofferma sulla grande valenza che ha proprio l’amicizia, ovvero una forma di esistenza non ancora appartenente alla tradizione, al passato, ai libri di storia, ma che conserva a tutt’oggi una sua attualità, perché pulsante e palpitante, e che nonostante tutto, sempre vigorosa, si proietta nel nostro futuro, soprattutto in questo tempo che appare tetro, funesto…inquietante, senza “pietre”.
Rosanna Gobetti
Rosa
La sabbia del tempo
Scivolò tra le mie dita
mentre accarezzavano i tuoi
ricci ribelli,
rossi di troppi tramonti
lasciati andare via.
Occhi d’aurore su mari
tranquilli, gabbiani lontani
richiamo di stabili Terre.
Io granchio, nascosta tra le tue
Insenature, respiro le bianche
schiumose acque di risacca.
Tu amica mia aerobiosi genia
della mia vita.
Antonella Ventura