Con gli Esami di Stato e di laurea, nella sessione estiva, molti saranno i giovani che affronteranno per la prima volta il gran problema del cercare lavoro. E così continuano gli esami, perché ancora una volta tutto dipenderà da questi e ovviamente dalle capacità di affrontarli, in termini di volontà e determinazione. Ma come affrontare questa prova? Questa, che potrebbe essere considerata la prova delle prove?
L’ingresso nel Mondo del Lavoro è un po’ come l’ingresso in una nuova comitiva, quella del muretto, magari. Qui, oltre ad un’ottima preparazione di base, con riferimento agli ambiti di impegno che si sono scelti, occorrono molte altre qualità, che se non si hanno bisogna procurarsele.
Come tutti sanno, entrare in un nuovo gruppo sociale, sia esso la comitiva del muretto, sia esso un conglomerato umano che insiste in un’azienda, richiede molta virilità e molta intelligenza, perché il gruppo oppone sempre una certa resistenza nell’acquisire un nuovo membro. Infatti, poco può fare il leader del gruppo rispetto alle dinamiche che si sviluppano nel gruppo stesso, in relazione ovviamente all’ingresso di un nuovo elemento, che deve trovare nel minor tempo possibile la propria posizione, il proprio ruolo. Insomma, più che piacere al leader del gruppo, bisogna piacere al gruppo tout court, il quale ha una sua anima, un suo carattere e una sua volontà. Piacere al leader è importante, ma altrettanto rilevante è il piacere al gruppo.
Mai come in questa occasione si è artefici del proprio destino, richiedendosi in ciò non solo il saper fare, ovvero possedere le accennate competenze tecniche, ma soprattutto il saper essere. E qui entrano in campo tutta una serie di competenze, che possono essere riclassificate in due categorie: le metacompetenze e le competenze trasversali.
Con riferimento alle prime, per entrare nel mondo del lavoro non è sufficiente possedere la conoscenza di una data materia. Ci vuole qualcosa in più. Bisogna padroneggiarla, saperla e, in una spirale crescente, svilupparla, oltre ovviamente che trasformarla in un fare. Insomma, non sono sufficienti la laurea o il diploma, che attestano la conoscenza, ci vuole in più una spiccata capacità operativa, ovvero la capacità di tramutare la conoscenza in azione.
Con riferimento alle competenze trasversali, definite in inglese skills, queste si riferiscono in linea generale ad una serie di capacità che consentono di vivere in gruppo, un gruppo finalizzato, al quale bisogna contribuire attivamente per la sua sopravvivenza. E così, è inconcepibile cercare lavoro se si hanno problemi di relazione, o di incapacità a reggere e gestire lo stress. D’altro canto, meglio ricorrere ad uno psicologo se si hanno problemi con l’autorità e non si riesce a riconoscere una leadership che non sia sé stesso. Ed ancora, peggio se non si sa lavorare per obiettivi e non si ha uno spirito di iniziativa incrementale. In tutto questo poi, un posto principe occupano le capacità di risolvere problemi.
Insomma, avere un titolo di studi non basta. Anzi, se non lo si ha, la questione della ricerca del lavoro diventa drammatica, se si ha, invece, non è successo niente, perché si è solo all’inizio di un percorso formativo e di crescita, che se non compiuto in una parte importante di sé, deve essere necessariamente curato e posto sotto la lente d’ingrandimento.
Ma che si fa se ci si accorge di essere troppo egocentrici o autoreferenziali? Che si fa se non si riesce a riconoscere un capo se non solo in sé stessi? Che si fa se si è troppo in disparte nella vita di gruppo? Una buona pratica è quella di frequentare delle associazioni di volontariato o dei gruppi sportivi, al fine di capire e capirsi, e sperimentare magari quelle strategie che vi permetteranno l’acquisizione e lo sviluppo delle competenze trasversali necessarie. In ultima istanza ci si può far ricorso ad uno psicologo, magari che pratichi la psicologia dinamica, da affiancare ad un altro di orientamento comportamentista, ambedue sicuramente capaci di rettificare le distorsioni innescate nei processi di crescita dalla principale agenzia formativa, ovvero la famiglia. Eh sì, perché tutto parte da lì!
Ad ogni modo, prima di accingervi alla ricerca del lavoro sarebbe auspicabile consultare un esperto di psicologia del lavoro, che possa mettere in luce i vostri punti di forza e quelli di debolezza, al fine di consentirvi di prendere le necessarie contromisure.
Il Mondo del lavoro, oggi, è luogo complesso che, sebbene accessibile a tutti indistintamente, richiede particolari attenzioni, di cui non può non tenersi conto. Per il resto sono solo chiacchiere.