Premio alla memoria al Vescovo Guglielmo Motolese, testimone di fede e solidarietà

Premio alla memoria al Vescovo Guglielmo Motolese, testimone di fede e solidarietà

       L’Arciconfraternita del Carmine di Martina Franca, in occasione dei 310 anni della sua fondazione, lunedì 5 giugno 2023 consegnerà il premio “testimonianza Carmelitana alla memoria” ai familiari di Sua Eccellenza Monsignor Guglielmo Motolese, già Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Taranto e confratello del Carmine.

      Guglielmo Motolese, appartenente a una nota famiglia di Martina Franca, è stato protagonista di una vita ecclesiastica da testimone di profonda fede affiancata a uno spirito di solidarietà che lo ha visto promotore della nascita della Cittadella della Carità, Fondazione che opera senza scopo di lucro, eretta in ente morale nel 1984 nel quartiere Paolo VI di Taranto, intitolato cioè a papa Montini, che da Vescovo, Motolese accolse a Taranto nella notte di Natale del 1968 con la messa celebrata tra gli operai degli altiforni dello stabilimento siderurgico.  

      Dopo un referendum indetto dal quotidiano di Taranto, Corriere del Giorno, Motolese è stato tra l’altro riconosciuto come "Tarantino del secolo XX". Già vicepresidente della Conferenza episcopale italiana e presidente dalla Caritas nazionale, è stato ed è tutt’ora uno dei più amati e stimati esponenti del territorio jonico e martinese.

motolese

      Nell’occasione dei festeggiamenti in suo onore, lunedì 5 giugno sarà celebrata una Santa messa alle ore 19:00 presso la parrocchia di Maria Santissima del Monte Carmelo a Martina Franca, presieduta da monsignor Franco Semeraro, che affiancò per diversi anni il vescovo metropolita.

     Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Il priore del Carmine, Pasquale Massafra, afferma: “siamo felici quest’anno di consegnare questo premio alla memoria, a sua eccellenza che è stato testimone di fede e di devozione alla Vergine del Monte Carmelo, la nostra Città ha a cuore quanto fatto e tutti ne dobbiamo essere grati. Abbiamo voluto che la figura di Motolese, - spiega - venisse ricordato attraverso questo riconoscimento. Pensiamo che una figura di questo spessore, che nella seconda metà del novecento ha guidato una diocesi ma allo stesso tempo è stato punto di riferimento per l'intera provincia tarantina, debba trovare una giusta collocazione nella memoria delle nuove generazioni. Motolese era il vescovo mite e il vescovo lavoratore” e conclude.

 

powered by social2s

Ultimi articoli - Cultura

Questo sito web fa uso di cookie tecnici e analitici. I cookie analitici usati in questo sito sono cookie analitici di terze parti, utilizzati a fini statistici per la raccolta di dati aggregati, gestiti con la tecnologia della anonimizzazione dell'indirizzo IP. Essi non vengono incrociati con altri servizi. Per tali ragioni sono assimilabili a cookie tecnici e, pertanto, l'uso di questi cookie non necessita del consenso preventivo da parte dell'utente del sito. Questo sito non fa uso di cookie di profilazione dell'utente.