Falco fa volare il Lecce. Chievo battuto e primato in classifica – Cristian Giaracuni

Falco fa volare il Lecce. Chievo battuto e primato in classifica – Cristian Giaracuni

          Sono servite tutte le frecce della faretra giallorossa per avere ragione di un Chievo pungente come il freddo della serata veronese.

          Alla fine ci pensa Pippo Falco, sbucato dalla panchina a venti minuti dalla fine, a scoccare il dardo vincente nei minuti di recupero che consente al Lecce di spiccare il volo e di issarsi in cima alla classifica della Serie B, in attesa delle altre partite della giornata.

          Quella del Bentegodi è una partita brutta e complicata che un Lecce sotto tono e poco brillante fatica tremendamente a gestire. Rispetto alle ultime scorpacciate, contro il Chievo di Aglietti è tutta un’altra storia. Perché la squadra di casa è compatta e organizzata e perché i ragazzi di Corini, forse, cominciano a risentire di un pizzico di fatica.

          Al fischio d’inizio dell’arbitro Sozza, c’è in campo infatti il solito rodatissimo undici giallorosso, con Calderoni che vince l’unico ballottaggio, a scapito di Zuta, sulla corsia mancina.

          Le prime occasioni della sfida le costruisce la squadra di Aglietti, costretto a rinunciare al portiere titolare Semper e al terzino sinistro Renzetti. Al 6° minuto serve tutto l’istinto di Gabriel per salvare il Lecce: il portiere brasiliano è superlativo nell’intercettare il destro a mezz’altezza di Obi, innescato da Mogos, bravo a liberarsi sulla destra e servire il nigeriano a rimorchio in piena area. Sei minuti dopo, sugli sviluppi di un corner ci prova Djorjevic ma il suo tiro sporco si spegne a lato.

          La squadra di casa spinge forte sugli esterni mentre il Lecce fa fatica a trovare le posizioni e, soprattutto a sinistra, Henderson non riesce a sfruttare lo spazio alle spalle del terzino Mogos. I giallorossi riescono comunque a venire fuori e al 17° Coda, a caccia della sesta partita consecutiva con gol, riceve palla da Tachsidis in verticale, si gira e calcia di sinistro trovando la risposta facile del portiere Seculin.

          Passa un minuto ed il duello si ripete: Calderoni piazza un cross perfetto da sinistra per lo stacco in terzo tempo del numero 9 giallorosso ma Seculin ha ancora l’ultima parola e devia in angolo.

          Coda decide allora di vestire i non abituali panni dell’assist man e al 18° regala a Stepinski il pallone dell’1 a 0: il polacco arriva puntuale all’appuntamento con il gol dell’ex piazzando in rete il cross teso disegnato dall’ex Benevento sulla trequarti.

          La gioia giallorossa dura però appena due minuti, perché al 20° il Chievo pareggia. Palmiero scodella oltre la linea dei difensori giallorossi trovando l’inserimento perfetto di Garritano che al volo gira alle spalle di Gabriel. Sarebbe fuorigioco ma Paganini se la prende fin troppo comoda, risale con troppa pigrizia e tieni in gioco tutti.

          Il Lecce prova subito a risistemare il risultato e al minuto 28° Mancosu raccoglie in scivolata un bel cross di Adjapong ma il tocco del capitano giallorosso sibila sopra la traversa. Due minuti più tardi il destro di Paganini liberato in area da uno schema su calcio di punizione, è stoppato in angolo.

          È l’ultima occasione di un primo tempo che il Lecce chiude con poca precisione e tanti errori tecnici.

          Ad inizio ripresa i giallorossi si rifanno subito sotto dalle parti di Seculin. Prima, al 50°, Coda si gira all’improvviso dal limite dell’area trovando la deviazione in corner. Poi, quattro minuti dopo, Mancosu lavora un pallone sulla trequarti sinistra e pesca l’inserimento dalla parte opposta di Adjapong, che controlla e calcia alto.

          Dopo l’ingresso di Zuta al posto di Calderoni, Stepinski tenta lo slalom gigante nell’area del Chievo ma non riesce a concludere.

La squadra di Aglietti è comunque viva: non crea palle gol nitide ma si muove con grande intensità e tiene in apprensione la retroguardia giallorossa. Al 63° la conclusione da fuori area di Garritano, dopo un’azione insistita del Chievo, trova le mani sicure di Gabriel. Il Lecce non riesce ad uscire e subisce gli attacchi della squadra di casa che prova a far male soprattutto sulla fascia destra dove Canotto mette Zuta in serie difficoltà.

          Al 69° Corini decide che è arrivato il momento di dare respiro alla squadra con l’ingresso di forze fresche. Henderson, decisamente al di sotto dei suoi standard, lascia il posto a Majer, mentre Pippo Falco sostituisce Stepinski e al 76° proprio il numero 10 scappa sulla destra e mette al centro un pallone che Coda riesce solo a sfiorare. È questa l’ultima azione del bomber giallorosso che lascia il posto a Pettinari. L’ex Trapani va in campo insieme a Listovski che sostituisce un Mancosu decisamente meno dirompente del solito.

          Nonostante i nuovi ingressi la circolazione della palla è troppo lenta e i giallorossi non riescono ad innescare la rapidità di Falco contro un Chievo che chiude tutti gli spazi nel tentativo di blindare il pareggio.

          Nel finale però il Lecce accelera, soprattutto grazie agli strappi di Listovski e Pettinari, e al 3° minuto di recupero pesca il jolly: Falco raccoglie un rimpallo tra Pettinari e il suo marcatore e piazza un destro a giro dal limite dell’area che si infila alle spalle di Seculin e regala al Lecce tre punti pesantissimi.

          Nello stadio che vide l’esordio del compianto Diego Maradona nel lontano 1984, il Lecce vince una partita giocata malino che però dice molto di più rispetto alle goleade delle ultime giornate: dice che il Lecce ha le risorse per vincere anche le partite brutte nelle giornate storte e questo, in ottica promozione, fa tutta la differenza del mondo.

TABELLINO

Chievo – Lecce 1 - 2 (Stepinski (L) 18°; Garritano (C) 20°; Falco (L) 93°)

Chievo: 4-4-2

Seculin, Mogos, Leverbe, Ghigliotti, Cotali, Canotto (dal 91° Rigione), Palmiero (dal 91° Zuelli), Obi (dal 73° Viviani), Garritano, Fabbro (dall’87° Bertagnoli), Djorjevic (dal 74° Margiotta). All: Aglietti

Lecce: 4-3-1-2

Gabriel, Adjapong, Lucioni, Meccariello, Calderoni (dal 54° Zuta), Paganini, Tachsidis, Henderson (dal 69° Majer), Mancosu (dall’81° Listovski), Coda (dall’81° Pettinari), Stepinski (dal 69° Falco). All. Corini

Arbitro: Simone Sozza

Ammoniti: Fabbro (C); Henderson (L); Cotali (C); Calderoni (L); Paganini (L); Lucioni (L).

Cristian Giaracuni

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